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I Pici

Si tratta di un tipo di pasta fresca allungata simile a grossi spaghetti ma di sezione maggiore ed irregolare. Il nome deriva da "l'appiciatura", ovvero l'atto che consiste nella lavorazione della pasta con il palmo della mano sulla spianatoia per definire forma e lunghezza finale. L'impasto è costituito da sole farina ed acqua (talvolta sono utilizzati in proporzioni minime uova, sale ed olio). La ricetta è tradizionale del territorio sud-senese, a cavallo tra Val d'Orcia e Val di Chiana ed ha origini antichissime ed incerte, un tempo costituiva il tipico piatto "povero" delle famiglie locali ma continua ancora oggi ad essere un piatto ricercato ed apprezzato anche nella ristorazione di alto livello.

I pici contemplano una serie di condimenti classici che ne esaltano la consistenza. In principio furono "le briciole" di pane raffermo soffritto in olio d'oliva, questo condimento esisteva ancor prima dell'importazione del pomodoro e serviva anche a riutilizzare il pane secco. Il sugo principe è senza dubbio il ragù di carne (manzo, cinghiale o selvaggina), anche nella variante "bianca" senza pomodoro. Per il ragù non sono previste soltanto carni rosse ma sono altresì apprezzati i sughi con la "nana" (anatra) ed "ocio" (oca). La tradizione prevede inoltre l'"aglione", si tratta di un sugo di pomodoro e aglione (non un normale aglio ma una tipologia più grande ed aromatica tipica della nostra zona).
Recentemente sono sperimentati anche altri abbinamenti con condimenti non tradizionali come carbonara, amatriciana o sughi di pesce.



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